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limitazioniPer meglio comprendere le PRINCIPALI LIMITAZIONI DI ESERCIZIO IN EAU, è utile avere le informazioni di base della Shariʿah - Sharia. La Sharia (cit. Wikipedia):

In Arabo: شريعة - Sharīʿa, è un termine arabo dal senso generale di "Legge" (letteralmente "strada battuta"), che può essere interpretata sotto due sfere, una più metafisica e una più pragmatica. Nel significato metafisico, la sharīʿah è la Legge di Dio e, in quanto tale, rimane sconosciuta agli uomini. In chiave pragmatica, il fiqh, la scienza giurisprudenziale islamica interpretata secondo la legge sacra, rappresenta lo sforzo concreto esercitato per identificare la Legge di Dio; in tal senso, la letteratura legale prodotta dai giuristi (faqīh, plurale: fuqahāʾ) costituisce opera di fiqh, non di sharīʿa.

Va sottolineato il tentativo, praticato in alcuni paesi a maggioranza islamica (Iran e Arabia Saudita), di intendere la shari'a come codice di leggi non comportamentali o consuetudinarie, ma come norme di diritto positivo. La stessa shari'a distingue peraltro le norme riguardanti il culto e gli obblighi rituali da quelle di natura più giuridica.

FONTI DELLA SHARĪ‘A

Fonti della legge islamica sono generalmente considerate il Corano, la Sunna (ovvero gli hadith del Profeta), il consenso dei dotti (ijmāʿ) e l'analogia giuridica (qiyās). La sharīʿa accetta solo le prime due fonti perché divinamente prodotte o ispirate. Mentre esiste un solo Corano, diverse sono le raccolte "ufficiali", antiche e tradizionali, di hadith: è questa una delle ragioni da cui segue l'impossibilità teorica di pervenire univocamente alla (vera) shari'a.

NATURA DELLA SHARĪ‘A

Sebbene in alcuni stati a maggioranza musulmana la sharī‘a venga considerata come una fonte di diritto positivo, nell'Islam delle origini e per molti studiosi attuali (tra i quali Tariq Ramadan) essa è più propriamente un codice di comportamento etico che dovrebbe essere privo di potere coercitivo.

LA PENA DI MORTE NELLA SHARĪʿA

Secondo gli ʿulamāʾ, la shariʿa consentirebbe la pena di morte in quattro casi: omicidio ingiusto di un musulmano, adulterio (sia per l'uomo che per la donna), bestemmia contro Allah (da parte di persone di qualunque fede) e apostasia (ridda). Tutte le altre sentenze di morte, quali ad esempio le condanne capitali per omosessualità in stati come l'Iran, la Nigeria o l'Arabia Saudita, sono quindi la conseguenza del disposto di legislazioni extra-sciaraitiche.

L'islam riconosce l'Antico e il Nuovo Testamento della Bibbia come testi religiosi sacri, secondi per importanza al Corano che chiarisce e completa la Rivelazione di Allah ai profeti. Le fonti normative del Corano prevalgono pertanto su tutta la tradizione biblica precedente, in alcuni casi confermata. Nel caso dell'adulterio, ad esempio, il Corano conferma la pena della lapidazione, già prevista nella Torah (Deuteronomio).

In tema di diritti della donna, il Corano prevede: partecipazione alla successione ereditaria (in misura minore del sesso maschile), proprietà dei beni durante il matrimonio in regime di separazione, disponibilità della dote matrimoniale (che è un diritto esclusivo della moglie, di cui può chiedere il pagamento per riscatto), facoltà di rifiutare proposte matrimoniali e nullità dei matrimoni combinati, possibilità di accordarsi col marito per una convivenza da separati, ovvero la possibilità per la donna di chiedere unilateralmente il divorzio (senza il consenso del coniuge e senza motivazione) contro il pagamento di un riscatto in denaro. Parimenti, l'uomo può ripudiare la moglie a fronte del riscatto della dote matrimoniale a favore di lei. Padre, fratelli e da ultimo il marito hanno l'obbligo del mantenimento economico della donna in termini di vitto, alloggio e vestiario, anche se questa dispone di un adeguato reddito proprio.

Tutto ciò appreso della Sharia:

L’Islam sancisce il divieto al gioco d’azzardo sotto qualsiasi forma. Inoltre proibisce la formulazione di alcuni strumenti finanziari dediti alla speculazione, quali ad esempio:

  • I prodotti derivati.
  • I contratti a termine.
  • Le opzioni.
  • I future.
  • Le vendite allo scoperto.
  • Il trading on-line detto anche “scalping”.

La “negoziazione giornaliera di titoli” è considerata simile al gambling nel mondo Arabo, meglio conosciuto come maisir (gioco d’azzardo).

Il pagamento o la ricezione degli interessi sono considerate pratiche di uso improprio del denaro, quindi usura, e nell’islam si sancisce il divieto al fare guadagno da un uso improprio del denaro.

L’indebitamento è anch’esso sancito vietando la realizzazione d’investimenti in società sottoposte a una elevata leva finanziaria. I fondi non possono pagare rendimenti fissi o garantiti sul capitale.

Ulteriormente ci sono alcune attività commerciali vietate ad esempio:

  • Produzione e vendita di bevande alcoliche (salvo particolari licenze).
  • Lavorazione e vendita di prodotti di carne suina, tabacco (salvo particolari licenze).
  • Gioco d’azzardo.
  • Attività per adulti correlate alla produzione e vendita di video, riviste, materiale, anche on line.

Tutto ciò che può essere considerato dubbio e immorale è illegale, come ad esempio la prostituzione e la droga. Ecco perché prima di dover intraprendere qualsiasi tipo di attività d’impresa negli Emirati Arabi Uniti, è necessario raccogliere tutte le informazioni e, a tal proposito, è consigliabile farsi assistere da Bright Business Consulting LLP.

IMPORTANTE

Le LIMITAZIONI DI ESERCIZIO IN EAU:

  • Non si applicano alle società estere controllate da una società EAU.

Ciò significa che, qualora la società EAU fosse una “holding company”, le società controllate da questa, residenti fuori dagli Emirati Arabi Uniti, non sono vincolate alle norme EAU, quindi sono libere di operare facendo riferimento alle leggi della giurisdizione di residenza.

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